Le due grazie che il Signore dona sono: la tristezza e la stanchezza.
La tristezza perché mi obbliga alla memoria
e la stanchezza perché mi obbliga alle ragioni per cui faccio le cose.
Fà o Dio
che una positività totale guidi il mio animo,
in qualsiasi condizione mi trovi,
qualunque rimorso abbia,
qualunque ingiustizia senta pesare su di me,
qualunque oscurità mi circondi,
qualunque inimicizia, qualunque morte mi assalga.
Perché Tu,
che hai fatto tutti gli esseri,
sei per il bene.
Tu sei l’ ipotesi positiva su tutto ciò che vivo
martedì 9 giugno 2009
mercoledì 27 maggio 2009
In quel tempo Paolo disse
Dagli Atti degli Apostoli: 20, 32-35
"Ed ora vi affido al Signore e alla parola della sua grazia che ha il potere di edificare e di concedere l'eredità con tutti i santificati.
Non ho desiderato né argento, né oro, né la veste di nessuno. voi sapete che alle necessità mie e di quelli che erano con me hanno provveduto queste mie mani.
In tutte le maniere vi ho dimostrato che lavorando così si devono soccorrere i deboli, ricordandoci delle parole del Signore Gesù, che disse: 'Vi è più gioia nel dare che nel ricevere!'"
"Ed ora vi affido al Signore e alla parola della sua grazia che ha il potere di edificare e di concedere l'eredità con tutti i santificati.
Non ho desiderato né argento, né oro, né la veste di nessuno. voi sapete che alle necessità mie e di quelli che erano con me hanno provveduto queste mie mani.
In tutte le maniere vi ho dimostrato che lavorando così si devono soccorrere i deboli, ricordandoci delle parole del Signore Gesù, che disse: 'Vi è più gioia nel dare che nel ricevere!'"
sabato 21 marzo 2009
Emily, 573
" La prova estrema dell'amore - è la morte -
nostro signore " tanto amò " - si dice -
Ciò che possiede il primo degli amanti
un altro poi lo prova -
Se minore risulta la pazienza
in un limitato infinito -
se il plauso può spesso deviare
in nervi meno forti -
accetta il suo valore
ed ignora la polvere -
l'ultima - la più umile -
domanda la croce -
Emily Dickinson, 573
nostro signore " tanto amò " - si dice -
Ciò che possiede il primo degli amanti
un altro poi lo prova -
Se minore risulta la pazienza
in un limitato infinito -
se il plauso può spesso deviare
in nervi meno forti -
accetta il suo valore
ed ignora la polvere -
l'ultima - la più umile -
domanda la croce -
Emily Dickinson, 573
domenica 1 marzo 2009
Questo il segno
Dal libro della Genesi: Gn 9, 12 - 17
" Questo è il segno dell'alleanza che io pongo tra me e voi e tra ogni essere vivente che è con voi per le generazioni eterne. Il mio arco pongo sulle nubi ed esso sarà il segno dell'alleanza tra me e la terra. Quando radunerò le nubi sulla terra e apparirà l'arco sulle nubi, ricorderò la mia alleanza che è tra me e voi e tra ogni essere che vive in ogni carne, e non ci saranno più le acque del diluvio... L'arco sarà sulle nubi e io lo guarderò per ricordare l'alleanza eterna tra Dio e ogni essere vivente che vive in ogni carne che è sulla terra". Dio disse a Noè: " Questo è il segno dell'alleanza che io ho stabilito tra me e ogni carne ...".
Davide Maria Turoldo
Parlaci, Dio, della tua inesausta fatica,
di essa si sussurrano appena sospetti:
anche tu, infinitamente
più che l'uomo, senza quiete?
Un sogno perfino ti spinge a varcare
il confine della tua solitudine,
un sogno che rende anche le cose insonni!
E là si celebri il banchetto nuziale
dividendo il Pane e il Vino fatto sangue
e nella estrema entelechìa si plachino
le due attese: poichè a noi pure
è negato transitare l'abisso.
Divina passione spezza la circolare
Natura, onde il Verbo infinitamente
risuona dalla tua bocca: altro
Te stesso, per cui spira fra voi
il comune Pneuma, il gorgo d'Amore
che vi delizia e tormenta insieme:
il primo Fuoco, origine di ogni altro
fuoco che nelle infinite
altre fiamme si espande...
Così tu non puoi, Dio, non creare:
popolare gli spazi di astri,
colmare gli abissi del Nulla.
E poi illuderti di fare dell'uomo
la tua riuscita immagine!
" Ombra del sogno ": schermo appena!
Per quanto, se tale Coscienza
non ti sia di specchio, e gli infiniti
corpi di te non rifrangano almeno
bagliori, mai avresti un senso:
perduto anche tu, e senza gloria.
Nè conviene dire che solo in principio
creasti, quando da allora
se appena un attimo
di pensare alle tue creature sospendi
e il tuo respiro a loro sottrai, ecco
che il Nulla ancora ci inghiotte.
Almeno incatenare il Nulla, o Dio!
E vincere il Male
offesa dell'universo...
Ma poichè tu non puoi non stare
al libero gioco, anche tu
sei un Dio in pena, e noi
il tuo dramma di essere Dio.
" Questo è il segno dell'alleanza che io pongo tra me e voi e tra ogni essere vivente che è con voi per le generazioni eterne. Il mio arco pongo sulle nubi ed esso sarà il segno dell'alleanza tra me e la terra. Quando radunerò le nubi sulla terra e apparirà l'arco sulle nubi, ricorderò la mia alleanza che è tra me e voi e tra ogni essere che vive in ogni carne, e non ci saranno più le acque del diluvio... L'arco sarà sulle nubi e io lo guarderò per ricordare l'alleanza eterna tra Dio e ogni essere vivente che vive in ogni carne che è sulla terra". Dio disse a Noè: " Questo è il segno dell'alleanza che io ho stabilito tra me e ogni carne ...".
Davide Maria Turoldo
Parlaci, Dio, della tua inesausta fatica,
di essa si sussurrano appena sospetti:
anche tu, infinitamente
più che l'uomo, senza quiete?
Un sogno perfino ti spinge a varcare
il confine della tua solitudine,
un sogno che rende anche le cose insonni!
E là si celebri il banchetto nuziale
dividendo il Pane e il Vino fatto sangue
e nella estrema entelechìa si plachino
le due attese: poichè a noi pure
è negato transitare l'abisso.
Divina passione spezza la circolare
Natura, onde il Verbo infinitamente
risuona dalla tua bocca: altro
Te stesso, per cui spira fra voi
il comune Pneuma, il gorgo d'Amore
che vi delizia e tormenta insieme:
il primo Fuoco, origine di ogni altro
fuoco che nelle infinite
altre fiamme si espande...
Così tu non puoi, Dio, non creare:
popolare gli spazi di astri,
colmare gli abissi del Nulla.
E poi illuderti di fare dell'uomo
la tua riuscita immagine!
" Ombra del sogno ": schermo appena!
Per quanto, se tale Coscienza
non ti sia di specchio, e gli infiniti
corpi di te non rifrangano almeno
bagliori, mai avresti un senso:
perduto anche tu, e senza gloria.
Nè conviene dire che solo in principio
creasti, quando da allora
se appena un attimo
di pensare alle tue creature sospendi
e il tuo respiro a loro sottrai, ecco
che il Nulla ancora ci inghiotte.
Almeno incatenare il Nulla, o Dio!
E vincere il Male
offesa dell'universo...
Ma poichè tu non puoi non stare
al libero gioco, anche tu
sei un Dio in pena, e noi
il tuo dramma di essere Dio.
domenica 11 gennaio 2009
Battesimo di Gesù / memoria del Battesimo
John Donne
Sfasciami il cuore, Dio di tre persone,
Che finora hai bussato, bisbigliato,
Fatto luce e cercato di correggermi:
Se vuoi che m'alzi e resti in piedi, abbattimi,
Spezzami, bruciami, e rifammi nuovo.
Come città usurpata, a un altro debita,
Brigo per farti entrare, inutilmente:
La ragione, che in me è il tuo vicerè,
E dovrebbe aiutarmi, è prigioniera,
E si dimostra debole o fallace.
Eppure t'amo, e vorrei esser riamato,
Ma son promesso sposo al tuo nemico:
Sciogli, spezza quel nodo, tu, divorziami,
Rapiscimi, imprigionami, perchè
O mi fai schiavo o non sarò mai libero,
O mi violenti o non sarò mai casto.
Sfasciami il cuore, Dio di tre persone,
Che finora hai bussato, bisbigliato,
Fatto luce e cercato di correggermi:
Se vuoi che m'alzi e resti in piedi, abbattimi,
Spezzami, bruciami, e rifammi nuovo.
Come città usurpata, a un altro debita,
Brigo per farti entrare, inutilmente:
La ragione, che in me è il tuo vicerè,
E dovrebbe aiutarmi, è prigioniera,
E si dimostra debole o fallace.
Eppure t'amo, e vorrei esser riamato,
Ma son promesso sposo al tuo nemico:
Sciogli, spezza quel nodo, tu, divorziami,
Rapiscimi, imprigionami, perchè
O mi fai schiavo o non sarò mai libero,
O mi violenti o non sarò mai casto.
martedì 6 gennaio 2009
Epifania 1929
Madre Teresa di Calcutta
Il 6 gennaio 1929, dopo un viaggio di cinque settimane, suor Teresa giunse a Calcutta. In una lettera che mandò a casa rese partecipi i suoi lettori dell'arrivo nella città che sarebbe stata per sempre associata al suo nome:
La mattina del 6 gennai abbiamo lasciato il mare e siamo entrati nel Gange, il 'Fiume sacro'. Durante il tragitto abbiamo potuto osservare da vicino la nostra nuova patria, il Bengala. La natura è meravigliosa. In alcuni luoghi ci sono delle belle casette, ma, per il resto, solo tuguri allineati sotto gli alberi. Vedendo tutto questo abbiamo desiderato di potere inserirci il più presto possibile in mezzo a loro. Siamo venute a sapere che vi sono pochissimi cattolici. Quando la nostra nave è approdata alla riva abbiamo cantato nella anima il Te Deum. Le nostre sorelle indiane ci stavano aspettando, e insieme a loro, con indescrivibile gioia, abbiamo toccato per la prima volta il suolo bengalese.
Nella cappella del convento abbiamo prima di tutto ringraziato il nostro caro Salvatore per la grande grazia di averci fatto arrivare sane e salve alla meta tanto sospirata. Resteremo qui una settimana, dopo di che partiremo per Darjeeling, dove si svolgerà il nostro noviziato.
Pregate molto per noi affinché possiamo essere missionarie buone e coraggiose.
Brano tratto da "Madre Teresa, Sii la Mia luce", a cura di Brian Kolodiejchuk, Rizzoli, Milano 200 (pp. 28-29).
Il 6 gennaio 1929, dopo un viaggio di cinque settimane, suor Teresa giunse a Calcutta. In una lettera che mandò a casa rese partecipi i suoi lettori dell'arrivo nella città che sarebbe stata per sempre associata al suo nome:
La mattina del 6 gennai abbiamo lasciato il mare e siamo entrati nel Gange, il 'Fiume sacro'. Durante il tragitto abbiamo potuto osservare da vicino la nostra nuova patria, il Bengala. La natura è meravigliosa. In alcuni luoghi ci sono delle belle casette, ma, per il resto, solo tuguri allineati sotto gli alberi. Vedendo tutto questo abbiamo desiderato di potere inserirci il più presto possibile in mezzo a loro. Siamo venute a sapere che vi sono pochissimi cattolici. Quando la nostra nave è approdata alla riva abbiamo cantato nella anima il Te Deum. Le nostre sorelle indiane ci stavano aspettando, e insieme a loro, con indescrivibile gioia, abbiamo toccato per la prima volta il suolo bengalese.
Nella cappella del convento abbiamo prima di tutto ringraziato il nostro caro Salvatore per la grande grazia di averci fatto arrivare sane e salve alla meta tanto sospirata. Resteremo qui una settimana, dopo di che partiremo per Darjeeling, dove si svolgerà il nostro noviziato.
Pregate molto per noi affinché possiamo essere missionarie buone e coraggiose.
Brano tratto da "Madre Teresa, Sii la Mia luce", a cura di Brian Kolodiejchuk, Rizzoli, Milano 200 (pp. 28-29).
sabato 3 gennaio 2009
Ogni cosa ha il suo tempo
Dietrich Bonhoeffer
DBW 8,244s. [trad. it. Resistenza e resa. Lettere e altri scritti dal carcere, in ODB 8, Queriniana, Brescia 2002, 228s].
Dio non farà mancare, a chi lo trova e lo ringrazia nella propria felicità terrena, i momenti in cui gli sarà ricordato che tutte le cose terrene sono qualcosa di provvisorio, e che è bene abituare il proprio cuore all'eternità. [...] Ma tutto questo ha il suo proprio tempo, e ciò che più conta è tenere il paso di Dio, e non volerlo sempre precedere, né d'altra parte stargli indietro. E' un atteggiamento tracotante voler avere tutto in una volta. [...] Ogni cosa ha 'il suo tempo': [<<] piangere e ridere [...] abbracciare e astenersi dagli abbracci [...] stracciare e ricucire [...] (Qo 3,4.5b.7a) e Dio ricerca ciò che è già passato (Qo 3,15b)>>. Quest'ultimo passo significa che nulla di ciò che è passato va perduto, che Dio assieme a noi torna a cercare anche il passato che ci appartiene. Quando perciò ci coglie la nostalgia per qualcosa che è passato - il che accade in circostanze assolutamente imprevedibili - dobbiamo essere consapevoli che è solo uno dei tanti 'momenti' che Dio tiene ancora in serbo per noi, e allora dobbiamo cercare di ritrovare il passato non da soli, ma in compagnia di Dio.
Brano tratto da "Voglio vivere questi giorni con voi", a cura di Manfred Weber, Queriniana, Brescia 2005.
DBW 8,244s. [trad. it. Resistenza e resa. Lettere e altri scritti dal carcere, in ODB 8, Queriniana, Brescia 2002, 228s].
Dio non farà mancare, a chi lo trova e lo ringrazia nella propria felicità terrena, i momenti in cui gli sarà ricordato che tutte le cose terrene sono qualcosa di provvisorio, e che è bene abituare il proprio cuore all'eternità. [...] Ma tutto questo ha il suo proprio tempo, e ciò che più conta è tenere il paso di Dio, e non volerlo sempre precedere, né d'altra parte stargli indietro. E' un atteggiamento tracotante voler avere tutto in una volta. [...] Ogni cosa ha 'il suo tempo': [<<] piangere e ridere [...] abbracciare e astenersi dagli abbracci [...] stracciare e ricucire [...] (Qo 3,4.5b.7a) e Dio ricerca ciò che è già passato (Qo 3,15b)>>. Quest'ultimo passo significa che nulla di ciò che è passato va perduto, che Dio assieme a noi torna a cercare anche il passato che ci appartiene. Quando perciò ci coglie la nostalgia per qualcosa che è passato - il che accade in circostanze assolutamente imprevedibili - dobbiamo essere consapevoli che è solo uno dei tanti 'momenti' che Dio tiene ancora in serbo per noi, e allora dobbiamo cercare di ritrovare il passato non da soli, ma in compagnia di Dio.
Brano tratto da "Voglio vivere questi giorni con voi", a cura di Manfred Weber, Queriniana, Brescia 2005.
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