martedì 6 gennaio 2009

Epifania 1929

Madre Teresa di Calcutta
Il 6 gennaio 1929, dopo un viaggio di cinque settimane, suor Teresa giunse a Calcutta. In una lettera che mandò a casa rese partecipi i suoi lettori dell'arrivo nella città che sarebbe stata per sempre associata al suo nome:

La mattina del 6 gennai abbiamo lasciato il mare e siamo entrati nel Gange, il 'Fiume sacro'. Durante il tragitto abbiamo potuto osservare da vicino la nostra nuova patria, il Bengala. La natura è meravigliosa. In alcuni luoghi ci sono delle belle casette, ma, per il resto, solo tuguri allineati sotto gli alberi. Vedendo tutto questo abbiamo desiderato di potere inserirci il più presto possibile in mezzo a loro. Siamo venute a sapere che vi sono pochissimi cattolici. Quando la nostra nave è approdata alla riva abbiamo cantato nella anima il Te Deum. Le nostre sorelle indiane ci stavano aspettando, e insieme a loro, con indescrivibile gioia, abbiamo toccato per la prima volta il suolo bengalese.
Nella cappella del convento abbiamo prima di tutto ringraziato il nostro caro Salvatore per la grande grazia di averci fatto arrivare sane e salve alla meta tanto sospirata. Resteremo qui una settimana, dopo di che partiremo per Darjeeling, dove si svolgerà il nostro noviziato.
Pregate molto per noi affinché possiamo essere missionarie buone e coraggiose.

Brano tratto da "Madre Teresa, Sii la Mia luce", a cura di Brian Kolodiejchuk, Rizzoli, Milano 200 (pp. 28-29).

sabato 3 gennaio 2009

Ogni cosa ha il suo tempo

Dietrich Bonhoeffer
DBW 8,244s. [trad. it. Resistenza e resa. Lettere e altri scritti dal carcere, in ODB 8, Queriniana, Brescia 2002, 228s].

Dio non farà mancare, a chi lo trova e lo ringrazia nella propria felicità terrena, i momenti in cui gli sarà ricordato che tutte le cose terrene sono qualcosa di provvisorio, e che è bene abituare il proprio cuore all'eternità. [...] Ma tutto questo ha il suo proprio tempo, e ciò che più conta è tenere il paso di Dio, e non volerlo sempre precedere, né d'altra parte stargli indietro. E' un atteggiamento tracotante voler avere tutto in una volta. [...] Ogni cosa ha 'il suo tempo': [<<] piangere e ridere [...] abbracciare e astenersi dagli abbracci [...] stracciare e ricucire [...] (Qo 3,4.5b.7a) e Dio ricerca ciò che è già passato (Qo 3,15b)>>. Quest'ultimo passo significa che nulla di ciò che è passato va perduto, che Dio assieme a noi torna a cercare anche il passato che ci appartiene. Quando perciò ci coglie la nostalgia per qualcosa che è passato - il che accade in circostanze assolutamente imprevedibili - dobbiamo essere consapevoli che è solo uno dei tanti 'momenti' che Dio tiene ancora in serbo per noi, e allora dobbiamo cercare di ritrovare il passato non da soli, ma in compagnia di Dio.

Brano tratto da "Voglio vivere questi giorni con voi", a cura di Manfred Weber, Queriniana, Brescia 2005.

giovedì 1 gennaio 2009

Nel nome della madre di Dio

Dal Vangelo secondo San Luca: 2,15-21

Ed avvenne che quando gli angeli se ne furono andati da loro in cielo, i pastori si dicevano l'un l'altro: "Andiamo dunque fino a Beltlemme e vediamo questa cosa, che il Signore ci ha fatto conoscere". E vennero in fretta, e trovarono Maria e Giuseppe e il neonato adagiato nella mangiatoia. Avendolo visto, fecero conoscere ciò che era stato detto loro riguardo a questo bambino. E tutti quelli che udivano si meravigliavano di ciò che i pastori dicevano loro. Quanto a Maria, custodiva con cura tutte queste cose meditandole nel suo cuore. E i pastori se ne ritornarono glorificando e lodando Dio per tutto ciò che avevano udito e visto, come era stato detto loro.
E quando furono compiuti gli otto giorni per circonciderlo, fu chiamato col nome di Gesù, come era stato chiamato dall'angelo prima che fosse concepito nel ventre.

giovedì 30 ottobre 2008

Assenza - Presenza

Da " Il postino fedele " di Rosita Copioli.

Assenza e presenza
sono forze vive
ambigue.
Credi che siamo tu e io
a determinarle?
Che dipendano da noi
è certo.
Ma da noi hanno preso
autonomia.
Assenza è sicura della presenza
non si lamenta come credi.
Presenza è oro, gioia pura
più dell'acqua suprema,
e riversa oro e stille
sulla sorella, l'assenza,
che geme di ricchezza
e lacrime.
Assenza mia, mia presenza,
specchio di te,
tua copia, tuo simulacro,
no: immagine delle immagini.

domenica 12 ottobre 2008

Più degna di vederlo potrò essere

Emily Dicknson: J968 (1864) / F834 (1864)

Fitter to see Him, I may be
For the long Hindrance - Grace - to Me -
With Summers, and with Winters, grow,
Some passing Year - A trait bestow

To make Me fairest of the Earth -
The Waiting - then - will seem so worth
I shall impute with half a pain
The blame that I was chosen - then -

Time's to anticipate His Gaze -
It's first - Delight - and then - Surprise -
The turning o'er and o'er my face
For Evidence it be the Grace -

He left behind One Day - So less
He seek Conviction, That - be This -

I only must not grow so new
That He'll mistake - and ask for me
Of me - when first unto the Door
I go - to Elsewhere go no more -

I only must not change so fair
He'll sigh - "The Other - She - is Where"?
The Love, tho', will instruct me right
I shall be perfect - in His sight -

If He perceive the other Truth -
Upon an Excellenter Youth -

How sweet I shall not lack in Vain -
But gain - thro' loss - Through Grief - obtain -
The Beauty that reward Him best -
The Beauty of Demand - at Rest -

sabato 11 ottobre 2008

Non dimentico la tua parola

Dal libro del profeta Michea: Mic 6,8

Uomo, ti è stato insegnato ciò che è buono e ciò che richiede il Signore da te: praticare la giustizia, amare la pietà, camminare umilmente con il tuo Dio.

lunedì 29 settembre 2008

Alla ricerca del vero volto di questa esistenza

Dal libro di Giobbe: 1,1.6-22

C'era nella terra di Uz un uomo chiamato Giobbe: uomo integro e retto, temeva Dio ed era alieno dal male. [...]
Un giorno, i figli di Dio andarono a presentarsi davanti al Signore e anche satana andò in mezzo a loro. Il Signore chiese a satana: "Da dove vieni?". Satana rispose al Signore: "Da un giro sulla terra, che ho percorsa". Il Signore disse a satana: "Hai posto attenzione al mio servo Giobbe? Nessuno è come lui sulla terra: uomo integro e retto, teme Dio ed è alieno dal male". Satana rispose al Signore e disse: "Forse che Giobbe teme Dio per nulla? Non hai forse messo una siepe intorno a lui e alla sua casa e a tutto quanto è suo? Tu hai benedetto il lavoro delle sue mani e il suo bestiame abbonda di terra. Ma stendi un poco la mano e tocca quanto ha e vedrai come ti benedirà in faccia!". Il Signore disse a satana: "Ecco, quanto possiede è in tuo potere, ma non stender la mano su di lui". Satana si allontanò dal Signore.
Ora accadde che un giorno, mentre i suoi figli e le sue figlie stavano mangiando e bevendo in casa del fratello maggiore, un messaggero venne da Giobbe e gli disse: "I buoi stavano arando e le asine pascolando vicino ad essi, quando i Sabei sono piombati su di essi e li hanno predati e hanno passato a fil di spada i guardiani. Sono scampato io solo che ti racconto questo".
Mentr'egli ancora parlava, entrò un altro e disse: "Un fuoco divino è caduto dal cielo: si è attaccato alle pecore e ai guardiani e li ha divorati. Sono scampato io solo che ti racconto questo".
Mentr'egli ancora parlava, entrò un altro e disse: "I Caldei hanno formato tre bande: si sono gettati sopra i cammelli e li hanno presi e hanno passato a fil di spada i guardiani. Sono scampato io solo che ti racconto questo".
Mentr'egli ancora parlava, entrò un altro e disse: "I tuoi figli e le tue figlie stavano mangiando e bevendo in casa del loro fratello maggiore, quand'ecco un vento impetuoso si è scatenato da oltre il deserto: ha investito i quattro lati della casa, che è rovinata sui giovani e sono morti. Sono scampato io solo che ti racconto questo".

Allora Giobbe si alzò e si stracciò le vesti, si rase il capo, cadde a terra, si prostrò e disse:
"Nudo uscii dal seno di mia madre,
e nudo vi ritornerò.
Il Signore ha dato, il Signore ha tolto,
sia benedetto il nome del Signore!".

In tutto questo Giobbe non peccò e non attribuì a Dio nulla di ingiusto.